Note a margine

di NonSoloProust

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Tue Oct 21
Ho sempre visto Facebook come un concentrato del peggio di Internet: una colossale, rutilante, ipercinetica, vanesia perdita di tempo e di banda, come Second Life, combinata con l’offerta volontaria a chissà chi di tutta la rete dei nostri contatti e conoscenti. La Stasi avrebbe dato l’anima per ottenere quello che gli utenti danno spontaneamente ai vari siti di social networking: la mappa completa delle persone che si conoscono, e delle persone che a loro volta conoscono le persone che si conoscono, e così via. E poi ci preoccupiamo di Echelon e delle telecamere per strada. Paolo Attivissimo (via ilgobbomalefico) (via placidiappunti) (via squilibri)
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